Castagno

Il castagno (Castanea sativa) è un albero ad alto fusto presente naturalmente nel territorio della Valle Intrasca; è stato da sempre coltivato dall’uomo per la produzione di castagne e di legna da ardere e d’opera. Per la cesteria si utilizzano i giovani polloni del diametro massimo di 4-5 centimetri. A questo scopo sono adatti sia i rami che crescono alla base del tronco di vecchie piante sia quelli di ceppaia; non sono invece da utilizzare rami cresciuti a seguito della pulizia del bordo stradale o sotto le linee elettriche perché, crescendo velocemente, sono di bassa qualità. Il legname può essere raccolto, a seconda della quota, da novembre a marzo e, se lasciato con il piede immerso in 20 cm di acqua, si può conservare per qualche mese.

Il legname raccolto viene preparato sezionando verticalmente il fusto e viene impiegato sia per la realizzazione della struttura, chiamata “scheletro”, di gerle e cesti di diversa fattura sia per la produzione di fasce di legno da usare come tessitori per grossi intrecci.

A differenza dei tessitori in salice e nocciolo, quelli di castagno sono fasce più grossolane e resistenti utilizzate per la produzione di gerle per il trasporto del letame e ceste grossolane per il trasporto della legna da ardere, verdura, ecc.. In alcuni cesti tondi (cesto del bucato, cùrbela) le fasce di castagno venivano utilizzate come struttura a cui venivano intrecciati succhioni di salice bianco o con corteccia. Con lunghi rami di castagno venivano intrecciati i pannelli, chiamati graticci, su cui venivano essiccate le castagne.

Glossario

Fasce di castagno per intreccio: tapéle 

Graticcio: graa