Salice

I salici (Salix sp.) sono un gruppo di specie, (S. alba, S. purpurea, S. triandra, S. pentandra e S. viminalis) ben diffuse in tutti i paesi della provincia del Verbano Cusio Ossola, costituito da varietà coltivate e/o specie presenti in naturalmente nei boschi e lungo i corsi d’acqua. Alcune specie hanno portamento arboreo, altre arbustivo. Entro tali specie sono state in passato selezionate diverse “varietà”, conosciute con diversi nomi dialettali, che differiscono per il colore e le dimensioni dei succhioni annuali. Erano utilizzate nei lavori di intreccio, per la creazione di spallacci delle gerle e per legare la vigna. Come il castagno, il salice si può utilizzare sia per la costruzione dello “scheletro” di cesti di vario genere e dimensione, sia per produrre tessitori. Queste, a differenza di quelle di nocciolo,  si ottengono “spaccando” longitudinalmente i rami di un anno in 3, 4 o 5 sezioni, con un apposito strumento a croce chiamato fenditore. Questo attrezzo chiamato in dialetto spaccarö è costruito utilizzando legno molto duro come quello della martellina (Boxus sempervirens), corniolo (Cornus mas) e alberi da frutto a crescita lenta.

I succhioni del salice possono essere raccolti da novembre ad aprile; la raccolta primaverile, alla ripresa dell’attività vegetativa, offre il vantaggio del facile distacco della corteccia dal legno ed è quindi preferita se si vogliono ottenere rami bianchi (decorticati). Alcune specie di salice selvatico venivano un tempo raccolte e pelate alla fine dell’estate.

Glossario

Salice: salìs

Salice selvatico: salìs selvadig

Salice bianco (S. alba) varietà a rami gialli/arancio e gemme a becco di papera: gùrìtt (Aurano)

Salice di specie non identificata a rami scuri, quasi neri: salìs négar (Premeno)

Salice odoroso (S. pentandra) a rami verdi molto lunghi e senza ramificazioni: bütìn (Aurano)

Fenditore: spaccarö

Decorticare il salice per ottenere salice bianco: spelecàa

Tessitore: lencistra